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La signora più spietata del mondo che uccise centinaia di bambini

Questo terribilissimo fatto di cronaca nera è successo nell’ Inghilterra vittoriana: il paese già in subbuglio ed in agitazione per Jack lo squartatore conobbe un periodo di vera crisi, oltre al caso del serial killer più famoso di tutti i tempi, l’ Impero britannico ha conosciuto tra le sue pagine di storia un’ altra persona dalla psiche molto contorta, forse anche più dello squartatore stesso.

Amelia Elizabeth Dyer: storia di un’assassina

Amelia Elizabeth Dyer (nata a Bristol nel 1838) rappresenta una pagina di storia molto cruenta; fin da bambina ha dovuto sviluppare una maturità che andava ben oltre i limiti rappresentati dalla sua età, la madre morì molto presto lasciando la piccola Amelia orfana di madre; tra i suoi primi lavori spicca quello di infermiera : lei si occupava di nascondere i figli nati illegittimamente dalle coppie non sposate, solitamente si faceva pagare quasi 80 sterline a prestazione (anche se nei casi più difficili contrattava il prezzo).

Inizio delle sue attività

Successivamente decise di lasciare il lavoro da infermiera per specializzarsi in quello di allevatrice di bambini: si faceva pagare profumatamente per poter provvedere ai bisogni dei piccoli (dal cibo al vestiario ecc). Quello che i genitori non sapevano è che una volta riscossa la somma, Amelie Elizabeth Dyer abbandonava gli infanti facendoli morire di fame. Grazie alla sua discrezionalità (e scrupolosità), la malfattrice ha potuto agire indisturbatamente per molto tempo.

Venne arrestata nel 1879 con l’ accusa di negligenza dalle cure nei confronti di un bambino, sebbene i medici riscontrarono che ella si era già macchiata del sangue di tantissime persone, il sistema giudiziario non diede ascolto alle prove (in quanto non ritenute schiaccianti). Fece solamente 6 mesi di lavori forzati e poi venne fatta liberare nel 1880. Voi forse ora penserete che la sua carriera sia finita, ciononostante non è affatto così, Amelia ha continuato ad uccidere indisturbatamente per moltissimo tempo (attenendosi sempre alle sue linee guida). Complice della sua mancata accusa è stato il fatto che lei ha sempre eluso le forze di polizia (spostandosi di città in città).

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Quel passo falso che le costò la carriera

Un fatto di cronaca all’ interno della sua longeva carriera di assassina venne consumato nello Berkshire: qui la perfida Amelia uccise tre piccoli appena adottati (strangolandoli) e buttò i loro corpi in un fiume. Benché soffrisse da molto tempo di vari disturbi psichici (tanto è vero che passò diversi anni in manicomio e tentò svariate volte il suicidio) nessuno si preoccupò mai di tenere sotto controllo l’ assassina professionista. Fu (però) l’ ultimo episodio appena descritto a far scoprire (finalmente) le malefatte della signora inglese, la polizia trovò il corpo di una delle 3 vittime con una annotazione dell’ indirizzo della signora Amelia (che in quel momento utilizzò un nome falso).

La polizia pedinò la signora e successivamente decise di irrompere nella sua abitazione per avere conferma di ciò che avevano trovato fino ad allora; ciò che trovarono fu davvero scioccante: oltre al tanfo di putrefazione (delle persone uccise) era possibile vedere una fittissima documentazione che testimoniasse a sfavore della serial killer: una serie infinita di telegrammi mandati dai genitori (ignari di quello che era successo) chiedendo come stessero i loro figli. I poliziotti arrestarono Amelia e successivamente venne condannata a morte.

Morte di Amelia e misteri rimasti irrisolti

Quello che fa pensare però è il fatto che l’ assassina venne condannata per un solo omicidio, in realtà gli omicidi a lei attribuiti erano diverse centinaia, però in mancanza di prove schiaccianti (almeno stando a quello che trovarono a quell’ epoca) si decise che Amelia Elizabeth Dyer fosse colpevole di un solo omicidio (e perciò condannata solo per quello). La donna venne impiccata e morì il 10 giugno del 1896, le sue ultime parole furo “non ho nulla da dire”.

La storia che abbiamo appena raccontato ha davvero scosso l’ Inghilterra intera, mai si poteva pensare che una donna che esercitava la professione di allevatrice potesse macchiarsi di tutto questo.

Speriamo che l’ articolo vi sia piaciuto, in tal caso vi proponiamo la visualizzazione di questo articolo sul gallo che ha vissuto senza testa per 18 mesi (qui il link).

via La Stella Blog

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