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Sapete perché i vostri apparecchi hanno una durata molto breve?

Ci avete mai fatto caso? Moltissimi apparecchi (cellulari, televisori e tanto altro) si rompono dopo pochissimo tempo. Guarda caso questo succede (quasi sempre) appena dopo che è scaduta la garanzia. Forse voi starete pensando che quello che vi sta capitando sia soltanto sfiga o sfortuna, ciononostante non sempre è cosi, anzi…

L’origine della obsolescenza programmata

L’ obsolescenza programmata è quella strategia attraverso la quale si può definire e manipolare la durata di un determinato prodotto. Questo procedimento è stato concepito e messo in atto dai vertici strategici di molte attività commerciali.

I primissimi tentativi di pianificazione risalgono negli anni 30. Qui un’ azienda (la Dupont) riuscì ad inventare le calze da donna in nylon. La notevole resistenza del nuovo materiale rendeva il nuovo prodotto molto longevo e resistente. Qui si pose un problema molto grosso per gli affari economici della nota ditta: nonostante la nuova invenzione rappresentasse un traguardo straordinario, per Dupont tale resistenza significò un grosso ostacolo. La straordinaria qualità delle calze da donna in nylon fece calare notevolmente il volume delle vendite (poiché non si rompevano mai). Solo una soluzione si palesava nella testa dell’ imprenditore: rendere le calze più deboli in modo tale che avessero un ciclo vitale più “gradito”. Tale scelta si rivelò “azzeccata” e l’ azienda riuscì a risollevarsi.

L’ evoluzione del fenomeno: la pubblicità aggressiva

Più tardi Brooks Stevens riuscì ad allargare il “campo” e diede nuove linee guida affinché molte ditte potessero prosperare vendendo quanti più beni possibili. Il succo della questione era cercare di “bombardare” di pubblicità i consumatori. Lo scopo era quello di instillare e far credere che gli apparecchi appena comprati sarebbero diventati obsoleti dopo pochissimo tempo. Tutto questo fu possibile anche grazie all’incessante produzione di apparecchi sempre più nuovi. In appena 2 anni gran parte dei consumatori (almeno quelli più accaniti) erano dell’ idea che quello che avevano tra le mani fosse già  “antico”.

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Consumismo spietato e danni ambientali

Nel nuovo millennio, gli oggetti che rientrano nel campo dell’ obsolescenza programmata sono numerosissimi. Una gran parte di essi comprendono elettrodomestici, cellulari, computer, automobili ecc. Inutile dire che tutto questo ha portato ad un depauperamento dell’ ambiente (per la costante ricerca delle materie prime e attraverso l’installazione di una moltitudine di fabbriche). I prodotti elettronici minano la stabilità dell’ ambiente perché non sono affatto smaltibili (non sono biodegradabili).

Va riportato il fatto che la Apple fu citata in giudizio nel 2003. L’ oggetto della sentenza riguardava la brevissima durata delle batterie degli Ipod (1 anno e mezzo). Successivamente la famosa multinazionale riconobbe “l’ errore” e rimborsò moltissimi clienti.

In un mondo dominato dalla globalizzazione e dalla spietatissima industrializzazione, appare lampante la necessità di trovare una soluzione adatta a questo problema. Le discariche, un tempo ritenute sufficienti per lo smaltimento ora stanno diventando sempre più inutili. Ogni anno un’infinità di tonnellate di rifiuti elettronici vengono accatastati a cielo aperto. Riusciremo ad invertire il senso di marcia?

Per farci un’ idea dell’entità di tale fenomeno proponiamo la visualizzazione di questo video trasmesso da La Gabbia, buona visione.

via La Stella Blog

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